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L’incuria delle nostre città è colpa nostra, non dei sindaci.

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Ieri sera ho visto un inchiesta di Sky in merito al degrado del Palatino, luogo prezioso per Roma e per tutta Italia. Sporcizia, incuria, fango. Tutto questo sommato al fatto che non c’è sorveglianza e il personale (poco) a volte non sa nemmeno dare indicazioni o spiegare perché certe attrezzature, come il montascale elettrico per i disabili, non funziona.
Ora, i discorsi che si possono aprire sono molti, ma vorrei soffermarmi su alcuni aspetti salienti e che mi colpiscono.

Parliamo, per esempio, della quantità (si parla di decine di migliaia) di dipendenti pubblici che ci sono a Roma e del fatto che non è colpa della Raggi, di Marino, di Gesù Cristo o del Papa se ci sono rifiuti ovunque e i cittadini non aiutano a migliorare la civiltà in città.  Mi domando, perché il dipendente di turno non si prende la briga di impiegare due minuti del suo tempo per raccogliere bottigliette e cartacce da terra? Perché i cittadini continuano a lamentarsi del traffico ma sono i primi a parcheggiare in doppia e tripla fila andandosene via e lasciando il caos sulle strade? Perché, sempre i cittadini, scaricano frigoriferi e materassi ai lati dei cassonetti già colmi, per poi lamentarsi coi telegiornali delle condizioni della loro Città? Perché una persona che lavora presso un monumento o museo, non aiuta a tenere lo stesso luogo in condizioni accettabili, non solo “perché vengono i turisti” ma per una questione di “buon senso civile”? A volte vorrei che questi “dipendenti pubblici poco laboriosi” (e spero che siano la minima parte del totale) vadano a lavorare in una grande Azienda privata, dove si lavora anche dodici ore al giorno, spesso senza respiro, senza gratifiche, controllati e puniti in caso di cattivo lavoro. Ma come ci insegna Zalone, il “posto fisso”, è forse meglio di essere una rockstar, in Italia.

Cioè, mi spiego. Non è un problema di Roma né del solito vecchio cliché che “al sud funziona così”. Ci mancherebbe, certe incurie avvengono anche in città del Nord. Però mi soffermo su Roma perché è il diamante della nostra Italia, la nostra Capitale. Parlo di Roma perché son tre anni che in tv ci fanno due maroni così parlando dei sindaci incapaci. Parlo di Roma perché vi assicuro che i milanesi, i torinesi, gli altoatesini, i calabresi, i cagliaritani e via dicendo, ci tengono alla loro Capitale. Ma siete voi, romani, a viverci e lavorarci e da quello che ci arriva dai giornali, sembra che la colpa sia tutta solo della classe amministrativa di turno. Ma chissà perché, penso che ci siano tante colpe e tante mancanze che possono essere imputate ai cittadini stessi, indipendentemente se al Campidoglio ci siano fascisti, comunisti, cattolici o il circo Orfei.

Roma è la Città più bella del mondo e, certamente, merita di essere amministrata da persone capaci, competenti, oneste e intelligenti. Ma Roma appartiene ai romani ed è inammissibile che vada in declino. Non permettetelo a nessuno! Ripulite la città voi stessi, sia dalla brutta gente che dalle brutte cose. Pensateci voi, perché chi vi amministra forse non vuole bene alla città quanto voi. Rivoluzione? Manganelli? Ma no, solo tanto buon senso civico per tutti.

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Gli USA e quello che non capiscono

Forse sono io che non capisco.
Gli Americani mi hanno sempre colpito per il loro spirito di appartenenza nazionale e di amore per la propria patria, e spesso lo dimostrano in maniera drammatica, quasi da sceneggiata napoletana (non me ne vogliano gli amici napoletani), mettendoci il cuore, apparentemente.
C’è qualcosa di bello nell’amore che provano per il loro Paese.
Tutti ci ricordiamo decine di film dove la potenza degli USA (e dell’essere americani) vinceva su tutti: Top Gun, Rocky, Over the Top e affini.
Tutti abbiamo presente la spinta patriottica dei giovani che si sono arruolati e immolati in guerre assurde, come il Vietnam, l’Iraq, l’Afghanistan per amore degli USA.
Ma c’è qualcosa di incredibilmente inquietante, allo stesso tempo, nel modo in cui affrontano certe tematiche.
A volte mi chiedo se ci sono o se ci fanno.
Mi chiedo se non si rendano conto di come funzionano veramente le cose nel loro Paese. Che non si chiedano chi veramente detiene il potere e di quali orrendi crimini si sono resi complici nel Mondo nel corso dei decenni.
Mi sconvolge il fatto che pensino ancora che le Torri Gemelle le abbiano tirate giù un gruppo di pastori di Bin Laden, per esempio. Mi sconvolge come abbiano appoggiato Bush, Clinton e Obama nelle campagne belliche successive con la scusa della guerra santa. Mi sconvolge come abbiano visto Obama come un nuovo San Francesco misto a Gandhi, il primo presidente nero. Che bello che bello, siete troppo forti. E ora, pare, che tutto l’establishment (Hollywood in primis) stia soffrendo enormemente perché quella santa donna della Clinton (chiamatela pure Maria Teresa di Calcutta se volete) non abbia vinto le elezioni ma invece le ha vinte quel volgare misogino xenofobo evasore di tasse di Donald J.Trump.
In questo video, che risale alla premiazione di ieri sera dei Golden Globes, Meryl Streep (senza nominarlo) fa una ramanzina strappalacrime contro Trump, dimostrandogli che tanti dei presenti sono stranieri diventati americani e che il tessuto USA è fatto proprio da mille razze diverse ed è la loro forza. Meryl, con un filo di voce e facendo commuovere gran parte della platea, fatta di decine di attori famosi, incarna la delusione di quella parte clintoniana che ancora dopo due mesi non ha accettato la vittoria dello sfidante e sembra aspettarsi 8 anni di campi di concentramento.
Cara Meryl e cari amici americani sostenitori della Clinton. Abbiamo già visto come voi “democratici” abbiate fatto violente manifestazioni di piazza per contestare la sconfitta della Clinton, voi che dichiarate pace, amore e simpatia per tutti. Quando vinse Obama, i repubblicani non hanno fatto ste scene post-apocalittiche da fine del mondo.
E cara Meryl, l’America non siete solo voi. Sono anche i 63 MILIONI di persone che hanno votato Trump. Quindi se date del coglione a lui ripetutamente e pubblicamente, dovete avere il coraggio di darlo anche a 63 milioni di vostri concittadini.
Non avete ancora capito che la Clinton è stata fautrice delle ultime guerre in Siria e Iraq nonché compartecipe della nascita e sviluppo dell’ISIS?
Non avete ancora capito che il 90% delle cose che vi hanno detto in TV su Trump sono solo propaganda faziosa?
Non avete nemmeno un briciolo di rispetto verso il vostro nuovo Presidente che ha tutto il potere di non farvi lavorare più nel magico mondo di Hollywood ma di rinchiudervi per vilipendio nei confronti del Capo dello Stato?
Pensate di essere la Nuova Resistenza contro il Nuovo Hitler, ma vi posso garantire che Trump non è minimamente paragonabile ad Hitler.
Magari sarà un pessimo presidente, questo non lo sappiamo ancora. Ma la mancanza di rispetto “a prescindere” e il grande appoggio che state dando ancora ad una donna che ha più scheletri nell’armadio di Charles Manson, penso sia ridicolo.
Siete stati presi in giro per decenni dai vostri politici e dopo la morte del mitico Kennedy non c’è stato nessuno all’altezza di rappresentarvi seriamente, tranne forse Reagan in qualche momento storico importante. Tutti gli altri vi hanno mentito e soprattutto hanno reso il MONDO un posto peggiore.
State dando la dimostrazione di essere più disuniti voi che Ebrei e Palestinesi in Israele. State dimostrando di non essere affatto democratici, ma dei bambini viziati a cui hanno raccontato una serie di belle favole della buona notte mentre nel mondo la gente moriva per le vostre sante bombe e le vostre politiche antidemocratiche e globalizzatrici.
Ora basta, perché fate ridere il mondo.

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Non abbiamo fatto i conti con Trump

Il 20 gennaio il tycoon prenderà ufficialmente possesso della sedia nello Studio Ovale e le ripercussioni potrebbero toccare tutta l’Europa già da subito.

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Mentre in Europa assistiamo a cambiamenti più o meno naturali negli scenari politici (vedi Brexit, elezioni austriache, referendum italiano e le prossime elezioni in Olanda, Francia e Germania) e vediamo l’ascesa di movimenti politici cosiddetti “populisti”, termine che considero limitativo, sembra che la classe politica dominante stia faticando a mantenere lo status-quo degli ultimi dieci anni. Sembra che il loro unico nemico siano le correnti interne anti-casta.

Forse, però, i vertici politici europei non si sono accorti che nel frattempo il mondo sta cambiando.

L’elezione di Trump, che prenderà ufficialmente possesso della sua poltrona alla Casa Bianca il 20 gennaio, è stato l’evento più significativo del 2016 e potrebbe influire sugli scenari europei molto più di quanto molti possano pensare, che piaccia o meno.

La sua alleanza con Putin e, di riflesso, con Erdogan, ci potrebbe lasciare come una piccola noce marcia dentro uno grande schiaccianoci, citando le parole di Vittorio Zucconi. Il fatto stesso che tutti i leaders europei abbiano spudoratamente fatto il loro endorsement per la Clinton e criticato in vari modi Trump, non è stata una mossa politicamente furba e ne dovranno rispondere al prossimo G7 di Taormina.

Se l’Europa non trovasse in Trump un alleato amichevole potrebbe trovarsi ad affrontare grossi problemi anche con la Russia, grande fornitore di energia ma soprattutto grande potenza militare e nucleare, e la Turchia, luogo strategico del transito dei migranti che sta tenendo “parcheggiati” milioni di profughi chiedendo in cambio miliardi di euro all’Europa.

Trump e le sue politiche anti-Nato potrebbero lasciare dei buchi enormi nella difesa dei nostri territori ed in mancanza di un esercito europeo il rischio legato alla nostra vulnerabilità è critico. Trump potrebbe intervenire sostituendo innanzitutto l’Ambasciatore americano a Roma, che per lo scorso Referendum si è esposto per il SI in maniera imbarazzante. Trump potrebbe stabilire dazi e blocchi all’import-export da e per l’Europa.

Siamo sicuri che il Signor Juncker e tutti i singoli capi di stato abbiano seriamente considerato la vulnerabilità delle loro poltrone e che del loro futuro Trump sarà un manovratore importante?

L’impressione è che si stia sottovalutando la questione, così come è stata sottovalutata la politica di austerity europea, la gestione della triste piaga dell’immigrazione e le sanzioni a Russia e Turchia che hanno incrinato i rapporti.

L’Europa attualmente non è unita, non è forte e soprattutto non è furba, diplomaticamente parlando.

La mancanza di coesione europea e l’insoddisfazione popolare presente in tutti i singoli Paesi è una polveriera che se non verrà tranquillizzata e riorganizzata in maniera costruttiva ci renderà sempre più instabili e sempre più deboli di fronte a potenze mondiali che noi abbiamo sottovalutato e criticato.

Il fronte democratico di sinistra che ha dominato l’Europa (e gli Usa fino alla sconfitta della Clinton) sembra affrontare un declino storico ed è lecito pensare che il repubblicano conservatore Trump farà tutto ciò che è in suo potere per trovare nuovi alleati e leaders europei più adatti alle sue politiche.

Quello che farà Trump è tutto da vedere, abbiamo già visto come abbia mosso delle pedine importanti, a volte addirittura in contraddizione con quanto annunciato in campagna elettorale, ma siamo certi che cercherà di fare il bene degli USA e cercherà nell’Europa un alleato importante, a patto che l’Europa non si voglia suicidare politicamente ed economicamente facendo a lui e ai suoi amici russi e turchi una battaglia inutile, che sarebbe un Davide vs. Golia 2.0, che questa volta vedrebbe la vittoria del gigante.

Trump per fortuna non è Hitler e molte delle cose che sono state dette sui giornali non hanno nessun riscontro. E’ molto più probabile che diventerà un presidente simile a Reagan e, forse, per il bene di tutti, converrebbe cominciare a rivolgersi a lui come il leader del mondo libero e non come un misogino dai capelli strani, perché non è più tempo di scherzare.

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“Tre racconti” è ora in vendita!

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Il mio nuovo libro, una raccolta di tre racconti che rappresentano in qualche modo il mio stile di scrittura e di contenuti, è in vendita su Amazon in versione cartacea (il libro una volta ordinato viene mandato in stampa e poi spedito, per questo ci vuole qualche giorno per riceverlo) e in versione ebook leggibile su tutti i lettori (kindle, kobo) ma anche su tablet, smartphones e pc (in questo caso l’impaginazione potrebbe essere differente da supporto a supporto in base alle dimensioni dello schermo).

Vi ringrazio per il supporto e spero che vogliate acquistare una delle due versioni per voi o come regalo.

Questi sono i link diretti dove potete trovarli:

QUI per la versione cartacea

QUI per la versione ebook

Un abbraccio, Dan

 

 

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Per me è NO

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Siamo a venerdì 2 dicembre e mancano due giorni al Referendum più discusso e controverso degli ultimi decenni in Italia. Anche io come molti ho già espresso le mie considerazioni su questo blog e sui miei social networks. Lo so che al mondo poteva anche non servire il mio contributo e le mie opinioni ma sono un grande sostenitore della libertà di parola, almeno finché i governi ce la concedono, e ritengo mio diritto scrivere ciò che penso, almeno sui miei canali ufficiali e personali. Sono un cittadino come tutti e mi occupo di cose ben diverse da queste, ma sono anche un appassionato di geopolitica, economia e politica in generale. Se stai leggendo questo mio post ti ringrazio, spero che saranno dieci minuti ben spesi.

Ho studiato la Riforma, l’ho letta e approfondita e mi sento molto sicuro nel poter affermare il mio categorico NO e quindi così voterò al Referendum.

A differenza di molti, il mio non è un NO a Renzi. Il mio è un NO alla Riforma, in primis, perché penso che ci siano tantissimi punti che non vedono il mio consenso. Certo, Renzi lo ha personalizzato e molti ne hanno approfittato, ma prima di tutto è il quesito che ci deve interessare e ho sempre invitato tutti a capirlo. Non voglio essere io a spiegarvi punto per punto, ognuno lo deve leggere e capire. Però vorrei fare alcune considerazioni.

Prima di tutto il quesito sulla scheda di voto, nel modo in cui è stato scritto, fuorviante e parziale, e il fatto che i vari temi non sono stati divisi su più schede ma considerate un “pacchetto unico”, mi ha sempre dato l’impressione che il Governo volesse in qualche modo ingannare il cittadino o perlomeno non aiutarlo nella comprensione del Referendum.

In Svizzera quando fanno i Referendum inviano a tutti i cittadini un libretto dove viene spiegato bene il punto affrontato. In Italia ci dobbiamo solo basare sui dibattiti televisivi che alla lunga sembrano mercati rionali, al punto di non capire più la differenza tra un Vespa, un Floris, un Crozza e uno Zelig.

La Riforma e il suo testo, quindi, sono il punto focale. Ma ci sono alcune cose che vanno chiarite, perché questo Referendum è molto più importante di quello che possa sembrare.

Renzi ha detto che se non si vota SI, non si faranno Riforme per i prossimi vent’anni: e chi lo ha detto? Se i governi prima di lui non hanno fatto Riforme efficaci non significa che dopo Renzi non possa salire subito un governo che faccia una Riforma diversa e migliore.

Chi vota SI dice “che altrimenti in Italia non cambia mai niente”. Ma non è tramite questa Riforma che in Italia ci potranno essere cambiamenti significativi. I cambiamenti sono legati a leggi e manovre che non necessariamente devono cambiare la Costituzione. Inoltre, abbiamo già visto che quando vogliono fare leggi veloci (vedi Legge Fornero approvata in tre giorni) si possono fare e non c’è bisogno di vendere ai cittadini la bufala che riducendo Senato e Province le procedure legislative saranno più rapide.

Renzi ha definito “accozzaglia” i sostenitori del NO dicendo che loro insieme non costituiscono una proposta seria per il futuro. Renzi che governa con Verdini, Alfano e ha l’endorsement di Casini, Prodi e molti altri, parla di accozzaglie? E’ normale che nel NO ci sia tutta l’Opposizione che ovviamente è fisiologicamente varia, a differenza della Maggioranza che teoricamente (ma non lo è) dovrebbe essere compatta e con esponenti della stessa area politica. Se passa il NO, non è che chi lo ha sostenuto dovrà allearsi, da estrema destra a estrema sinistra. Ritorneranno tutti a fare le loro propagande secondo i loro pensieri e programmi. Semplicemente votano NO, ora.

Non amo l’impostazione dell’Unione Europea e il modo in cui ci hanno fatto obbligatoriamente entrare e ci vietano di uscirne e di essere una Nazione indipendente e libera. Non amo la deriva di Globalizzazione sconsiderata e non amo i burocrati e tecnocrati e questa Riforma è stata elaborata proprio da loro e continuano a sostenerla. Come potrei dare il mio avvallo a ciò che decide chi io non supporto a livello europeo?

Nel mondo c’è una deriva popolare che esploderà nel 2017 contro la famosa “casta” che sta governando da anni. In realtà di caste ce ne sono ovunque, ma di sicuro questa fintamente democratica di sinistra ha decisamente fallito. In America hanno già cambiato il sistema e presto cambierà anche in Austria, Francia, Olanda e Germania. Il Popolo vuole ritornare ad essere protagonista e ad essere rappresentato veramente. E’ stanco di Finanza, Banche, Multinazionali e burocrati europei. E per questo motivo questa è la nostra occasione in Italia di cambiare i vertici e di riprendere in mano la nostra Democrazia, mandando al Governo qualcuno che noi abbiamo votato e non è stato deciso da qualcun altro.

Ho detto che non voto “contro Renzi”, ma è anche vero che questo suo governo non è stato eletto dal Popolo ed è perciò che questo Referendum ha assunto dei significati molto più politici di quanto avrebbe dovuto: è un banco di prova per Renzi, la prima vera “chiamata alle urne” del Popolo per giudicare il governo Renzi, dato che ad oggi non ha avuto modo di poterlo fare.

Il Governo Renzi ha fallito tutti i punti chiave che oggi rendono gli Italiani non solo insoddisfatti, ma seriamente più poveri e con una situazione sociale-economica seriamente problematica. Il Governo ha fatto una riforma del lavoro decisamente contraria ai diritti dei lavoratori, istituendo un “nuovo contratto indeterminato” che in effetti non lo è, ma consente di essere licenziati in tronco senza giustificazioni e purtroppo ho visto vicino a me situazioni tristi dovute proprio a questo contratto farlocco. La situazione della Sanità è pessima, la disoccupazione dilaga, i pensionati sono alla miseria, lo sviluppo è praticamente fermo, l’immigrazione (piaga triste e seria) è stata gestita malissimo e spesso a discapito di famiglie povere italiane che hanno meno aiuti dei rifugiati, le politiche economiche sono assurde (vengono aiutate le banche e comprati miliardi di euro in derivati togliendo fondi utili alle comunità).  Perché dovrei dare un voto ad una Riforma che questo Governo, così fallimentare, ha pensato e sta proponendo in maniera ambigua ai cittadini?

Io la Costituzione la cambierei anche, in alcuni punti, ma sicuramente non voglio che la cambi questa gente, questo Governo e chi come loro vuole fare gli interessi di altri gruppi di potere, mondialisti e con tutti i piedi nelle scarpe di grossi gruppi finanziari o lobby di vario genere.

Non so cosa ci sarà “dopo”, ma sicuramente non voglio dare il mio appoggio ad un gruppo politico, legato a personaggi come la Merkel o i Clinton, che hanno fatto così tanto male al Mondo e al nostro Paese. Intanto voto NO, poi per il dopo confido che nasca una nuova classe politica che faccia gli interessi del Popolo e risolva innanzitutto i problemi più gravi (disoccupazione, sanità, situazione economica delle famiglie) senza pensare alle industrie 4.0 come fa Renzi, che non capisce che se la gente non lavora e non ha soldi non comprerà nemmeno le merci di queste aziende supermoderne.

Il Mondo sta cambiando e cambierà anche l’Europa, ne sono convinto. Non arriverà il Paradiso in Terra, ci mancherebbe. Ma almeno cerchiamo di mandare a casa una classe politica che con la Sinistra non ha più niente a che fare, con quella Sinistra che dovrebbe aiutare i poveri ed eliminare le divisioni delle classi sociali e invece fa l’opposto. Questa non è questione di Destra o Sinistra, perché in sé non esistono più. E’ questione di Democrazia contro Tecnocrazia e Globalizzazione sconsiderata.

Sono convinto che vincerà il NO e che entro pochi mesi si rifarà una Legge Elettorale decente e si tornerà al voto, magari con un Governo provvisorio nel frattempo. Sono sicuro che gli italiani, come gli americani, hanno capito di essere stati presi in giro per tanto tempo da finti-democratici che in realtà hanno fatto miliardi di euro con manovre a favore di banche e guerre sconsiderate.

Grazie per aver letto questo mio articolo, e buon voto.

Dan

 

 

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Aspettatevi la Rivoluzione

Credo che ancora non si siano visti i risultati dei cambiamenti epocali voluti dal popolo. 

La Brexit di fatto non è ancora avvenuta.

Trump non ha ancora preso il posto di Obama.

Per ora sono solo sensazioni e questo “populismo” (parola che ritengo inadeguata, come ho spiegato tempo fa) viene ancora visto come un movimento, da parte dei Media. Una sorta di sentimento di pancia di un popolo insoddisfatto.

La realtà è che è in atto una grande rivoluzione e quando questi eventi (Brexit, Trump, nostro Referendum, elezioni Austria, Olanda, Francia e Germania) saranno effettivi, i Media e i vertici UE dovranno per forza rendersi conto che il Mondo sta cambiando e il Popolo si è rotto i maroni.

Non è una questione di Destra e Sinistra, ma di ritorno alla Democrazia contro Tecnocrazia e Globalizzazione sconsiderata.

Amen.

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Non è populismo, è democrazia.

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Mai come in queste settimane si sente parlare di “Populismo” e di “Elite”. Sono due termini fraintesi e usati a sproposito e la situazione politica attuale, commentata quotidianamente dai Media, merita di essere capita con un po’ più di cervello da parte nostra.

Noi siamo cittadini e non sudditi. E’ nostro dovere (non diritto) capire i meccanismi che condizionano ogni giorno la nostra vita. Fra poco si voterà anche in Italia per un referendum costituzionale che ancora oggi molti non hanno capito. Non voglio passare per pesante e critico: se qualcuno di voi non vuole votare o pensa che “tanto sono tutti uguali i politici” è libero di pensarla così. Vi chiedo, se la pensate così, di essere però sufficientemente maturi e intelligenti di non lamentarvi della mancanza di lavoro, delle pensioni, delle condizioni di scuole e sanità, della situazione economica della vostra famiglia o del vostro Paese, degli immigrati e delle piccole spese e tasse quotidiane. Se preferite guardare il Grande Fratello o fare una bella gita domenicale, siete liberi di farlo e non vi giudicherò certo io. Però sappiate che il voto è un dovere, non un diritto. Almeno in una repubblica parlamentare (leggi democrazia) come la nostra. Credo che sia fondamentale per noi cittadini sapere cosa ci viene presentato davanti in cabina elettorale e solo allora saremo maturi nel votare SI o NO, senza essere guidati da simpatie per un politico o l’altro, oppure, ancora peggio, essere condizionati da ciò che ci racconta la televisione.

Lo abbiamo visto con la Clinton, sponsorizzata da tutti i giornali e media occidentali, che hanno (volutamente o meno) presentato sondaggi ed endorsements che poi si sono rivelati fallimentari e addirittura imbarazzanti. Hanno criticato Trump per essere un volgare misogino, tralasciando invece tutti gli intrallazzi ben più gravi della squadra Clinton e amici vari. Questa non è informazione libera, questa è faziosità al fine di avere un tornaconto.

Tornando ai termini citati all’inizio, sono sostanzialmente usati dai sinistroidi che attualmente governano l’Europa (e fino a poco fa anche l’America). Loro sono l’Elite, a loro parere. E con questo intendono dire che dalla loro parte ci sono le Aziende, le Banche, le grandi istituzioni e i Media. Mentre “gli altri”, generalmente quelli di Destra o i partiti di contestazione, sono i “populisti”.

In realtà, le vere Elite non sono certo le Aziende o le Banche, ma sono gruppi di potere che influenzano seriamente le manovre politiche e finanziarie mondiali da decenni. E queste Elite ci sono sia a destra che a sinistra. Ci sono Elite progressiste ed Elite conservatrici e sono da sempre in lotta tra loro. Una certa Elite sponsorizzò l’ascesa di Hitler e un’altra Elite lo spodestò. Ma state tranquilli che in televisione nessuno vi dirà veramente chi sono le vere Elite, perché nessuno vuole esporsi su questi argomenti delicati, e quando qualcuno ve lo dirà rientrerà in un discorso cospirazionista alla Adam Kadmon e quindi assumerà un tono quasi fantascientifico, come parlare di alieni, gnomi e fate. Non è mia intenzione schierarmi con una o con l’altra, ma che sia chiaro che esse esistono e lo dobbiamo sapere.

Il termine “populista”, poi, è veramente fuori luogo. Sembra quasi che chi non la pensa come l’attuale sinistra (che poi di sinistra non ha più niente) non abbia programmi politici e argomenti validi e sia guidata solo da voti di pancia o di protesta e per questo usano questo termine. In realtà la parola “populista” significa “Movimento politico-culturale russo, che si sviluppò tra la fine del sec. XIX e l’inizio del XX, aspirante a una sorta di socialismo rurale, in opposizione al burocratismo zarista e all’industrialismo occidentale.” o ancora “Qualsiasi movimento politico diretto all’esaltazione demagogica delle qualità e capacità delle classi popolari.”. Insomma letto così sembrerebbe quasi assimilabile al vecchio comunismo. Un’oscenità, quel comunismo. Associare il comunismo alla Destra poi? C’è qualcosa che non torna.

C’è tanta confusione, come vedete. Non sono mai stato di Destra e mai lo sarò, ma i governi Occidentali di Sinistra e il loro neoliberismo, globalizzazione, unità dei popoli, pare non abbiano funzionato né a livello sociale né a livello di crescita dei singoli paesi. Il terrorismo e l’immigrazione di massa malgestita poi hanno fatto traboccare il vaso. E poi oggi non esiste più Destra e Sinistra intesi come schieramenti netti e ideologie chiare. Credo invece che sia giusto che i popoli stiano rivalutando in questi anni l’identità nazionale (della propria singola Nazione sovrana, intendo), la difesa dei propri confini, della propria cultura e della propria serenità economica. Questo è populismo? Questo è un discorso “di Destra”? Beh allora vorrà dire che io tifo per questo.

Sono convinto che la deriva nata con la Brexit e passata con l’elezione di Trump toccherà presto gli ambienti europei (Olanda, Francia, Austria in primis, ma poi anche Germania e Italia) e si dovranno riscrivere tanti aspetti che oggi sembrano indissolubili. Non dico che sarà un paradiso in terra, ma penso sia veramente importante ritornare a valorizzare le singole nazioni e collaborare tutti insieme per la pace e la prosperità, senza per forza farci regolamentare da un governo centrale non eletto.

Non è importante essere militanti politici, ma è veramente fondamentale capire la politica e gli scenari mondiali perché essi muovono le nostre singole piccole vite e muoveranno quelle dei nostri figli. Ogni tanto, quindi, approfondire e cercare di capire cosa sta succedendo è cosa buona e giusta.

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